giovedì 6 luglio 2017

Quando si supera il limite...se un limite c'è!

Questo post è una riflessione dopo una serie di fatti concentratisi negli ultimi giorni...che sia il caldo estivo? Temiamo proprio di no!

Iniziamo con la legge di riforma del codice penale, approvata il 14 giugno 2017, dove si prevede l’introduzione di un nuovo articolo: il 162 ter, che prevede l’estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Uno di questi reati è lo stalking. Senza il consenso della vittima l’imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche in comode rate. Ovviamente è con estremo imbarazzo che stanno cercando di "metterci una pezza".

Passiamo al caso delle "ombrelline" volontarie che come ancelle senza tempo coprono il capo degli uomini "di potere"...emblema della cultura patriarcale e misogina che non riesce proprio ad uscire dalla visione della donna-oggetto, orpello dell'uomo.


Andiamo alle dichiarazioni imbarazzanti del Sindaco di Pimonte per cui abbiamo mandato questa mail:
Buongiorno sig. Sindaco,siamo veramente amareggiate e oltraggiate dalle sue parole.Lo stupro non può venire liquidato come una "bambinata" nemmeno se commesso da minorenni.Non accettiamo da donne e come Associazione che si occupa da 16 anni di parità dei diritti, politiche di genere e contrasto alla violenza sulle donne, che nulla che leda la nostra persona e la nostra sessualità sia ridotto al termine bambinata.Lei conosce le sofferenze che si porta dentro una donna che ha subito violenza? Lei conosce il significato di violenza sessuale? Se li conoscesse crediamo non parlerebbe così.Quindi ci sentiamo di scriverle almeno cos'è la violenza sessuale: comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura. L’imposizione di un rapporto sessuale o di un’intimità non desiderata è un atto di umiliazione, di sopraffazione e di soggiogazione, che provoca nella vittima profonde ferite psichiche oltre che fisiche.Le chiediamo, e spero siano in tante a chiederlo, non solo che rettifichi quanto detto e che chieda scusa alla ragazza, ma che abbia la correttezza di presentare le Sue dimissioni perchè ricoprire un carica pubblica non è compatibile con il suo pensiero.
Le donne di ARPA
Non facciamoci mancare il Sig. Vice Prefetto arrestato per abusi sessuali su tre donne in Calabria.

Nel frattempo possiamo goderci comodamente sedut* sul divano la trasmissione "Professione Lolita-le Baby Squillo del Parioli" in barba a quanto stabilito dal "Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti che ricorda a tutte le colleghe e ai colleghi che il Testo Unico dei doveri, approvato dal Cnog ed entrato in vigore il 3 febbraio 2016, ha riservato alla Carta di Treviso e a poche altre Carte, il privilegio di comparire come testo autonomo. L'uso reiterato che molte testate, televisive, cartacee e online, fanno della definizione "baby squillo", ad esempio, è un'inammissibile violazione di questa Carta."
Ma se vogliamo insistere sulla comunicazione mass mediatica potete leggere questo articolo di Simona Sforza come esempio di narrazione tossica sui casi di femminicidio in Italia... eppure anche in questo caso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha fatto proprio, lo scorso dicembre, il documento della Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) a proposito di violenza sulle donne, elaborato nel solco della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1993.
In esso si “richiama i giornalisti all'uso di un linguaggio corretto, cioè rispettoso della persona, scevro da pregiudizi e stereotipi, ad una informazione precisa e dettagliata nella misura in cui i particolari di un accadimento siano utili alla comprensione della vicenda, delle situazioni, della loro dimensione sociale. Ad esempio, adottando nei casi di femminicidio il punto di vista della vittima, possiamo ridarle la dignità e l’umanità che, in una cronaca quasi sempre centrata sulla personalità dell’omicida, vanno perdute. Ancora il documento offre indicazioni importanti circa il rapporto che il/la giornalista può instaurare con chi ha subito violenza, salvaguardandone l’identità, evitando la descrizione circostanziata dei luoghi, preservando quindi il diritto alla privacy.”

E chiudiamo con la notizia di oggi sul DDL sugli orfani di femminicidio già approvato alla Camera e bloccato per il voto contrario di FI Gal e Lega in Commissione Giustizia del Senato...vi chiederete come mai?!?! Secondo questi geni del male sono da tutelare i minori orfani speciali a patto che il padre omicida sia sposato con la sua vittima e non solo convivente. E non credo servano parole a commento.

Questo è un breve resoconto di ciò che è accaduto negli ultimi giorni tralasciando le varie notizie di violenze, abusi e femminicidi a contorno che quotidianamente affliggono le donne del nostro paese.


Vi chiedete ancora perchè c'è bisogno di femminismo? 
Esiste un limite quando esso stesso si supera?

Body Shaming! No, grazie!

Il Body shaming (dall’inglese body = corpo e shame = vergogna) è la pratica meschina di spingere con le parole (ma spesso non solo quelle) una persona a provare vergogna del proprio corpo, poiché non rientra nei canoni estetici del tempo.

Prendere di mira, in special modo le donne, per il loro aspetto fisico è pratica molto diffusa. Non solo rifiutiamo questo comportamento meschino, ma ne condanniamo l'uso. 
Quindi vorremmo dire a certi leoni da tastiera che criticano e "prendono in giro" donne facendo body shaming:

1. Il problema vero qual è? Che una donna sia, secondo i canoni socialmente imposti, "troppo grassa" o "troppo magra", o che le vostre argomentazioni abbiano lo spessore di un moscerino spiaccicato sul parabrezza?!?!?!
2. Forse non vi rendete conto che potreste essere denunciati! Fateci un pensierino magari o cercatevi un buon avvocato.
3. Se proprio vi scappa il giudizio sulla fisicità di una donna, ricordatevi sempre che (forse) avete elementi (li avete vero?!?!?) per auto-valutare se questo livore in realtà non nasconda una grande invidia.
4. Se la donna in questione ricopre una carica pubblica e voi la offendete per la sua fisicità...beh...è evidente che non avete elementi per attaccarla sul suo operato!
5. Se il metro di giudizio che usate si basa solo sull'aspetto fisico di una persona, che dire, siete molto sfortunati, immaginiamo la pochezza che vi circonda!

Ci sarebbe molto altro da dire, ma abbiamo deciso che un post semplice e breve avrebbe avuto più chance di essere letto da tutt* coloro che si sentono leoni da tastiera, ma nella vita reale???

martedì 27 giugno 2017

Grazie Associazione L'Incontro, Grazie Gabriella!

L'Associazione A.R.PA. ringrazia di cuore l'Associazione L'Incontro per aver donato non solo un contributo economico, ma un ricordo speciale in nome di una donna che si è sempre spesa per chi aveva bisogno e che si è sempre interessata alle politiche di genere. 

Nel primo anno di attività del nostro Centro antiviolenza D.U.N.A. , Gabriella ci incontrò e rimase impressionata dal numero di donne che già si erano rivolte a noi e ci disse che sarebbe sempre stata dalla parte delle donne che si adoperano per altre donne.

 Il valore di questo gesto è dunque ben più che materiale, è simbolo delle donne che stanno a fianco delle donne
Grazie ancora a L'incontro e grazie a Gabriella Gabrielli che ci accompagnerà sempre nel difficile cammino della lotta alla violenza di genere.  


Siamo molto felici di condividere questo gesto con gli amici della Cooperativa La Casa di Alice che aiutano adolescenti in situazioni di difficoltà e che come noi da anni lavorano sul territorio. 

Ancora grazie anche a nome di tutte le donne che si rivolgono a noi in cerca di sostegno nel percorso di fuoriuscita dalla violenza.


domenica 28 maggio 2017

Requisiti minimi degli interventi nei casi di violenza assistita

A.R.Pa. il 3 Marzo 2017 ha partecipato al convegno organizzato dal CISMAI e dall'Associazione Artemisia di Firenze sulla Presentazione delle Linee Guida d’intervento per gli Special Orphans avendo nel nostro piccolo contribuito attivamente alla ricerca Switch-Off-Orfani speciali di femminicidio- . Il nostro lavoro come Centro antiviolenza D.U.N.A. ci vede, infatti, sempre più impegnate ad affrontare la questione dei e delle minori che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza, abusi e maltrattamenti anche in forma indiretta, ovvero la violenza assistita, che chi opera nei Centri sa bene come sia uno dei fattori di rischio che possono portare ad adulti maltrattanti e adulte maltrattate. Una corretta presa in carico ed il trattamento in questi casi è di importanza enorme ed è per questo che riteniamo fondamentale questo lavoro fatto dal CISMAI e che ci auguriamo venga preso in seria considerazione.

Per violenza assistita intrafamiliare si intende l’esperire da parte della/del bambina/o e adolescente qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica e atti persecutori (c.d. stalking) su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minorenni. Di particolare gravità è la condizione degli orfani denominati speciali, vittime di violenza assistita da omicidio, omicidi plurimi, omicidio-suicidio. Il/la bambino/a o l’adolescente può farne esperienza direttamente (quando la violenza/omicidio avviene nel suo campo percettivo), indirettamente (quando il/la minorenne è o viene a conoscenza della violenza/omicidio), e/o percependone gli effetti acuti e cronici, fisici e psicologici. La violenza assistita include l’assistere a violenze di minorenni su altri minorenni e/o su altri membri della famiglia e ad abbandoni e maltrattamenti ai danni degli animali domestici e da allevamento. La violenza sulle donne è un fenomeno diffuso, ancora sottovalutato e scarsamente rilevato, che può mettere a rischio, a partire dalle prime fasi della gravidanza, la salute psico-fisica e la vita stessa, sia delle madri che dei figli. Il coinvolgimento dei bambini nella violenza domestica può avvenire non solo durante la convivenza dei genitori, ma anche nella fase di separazione e dopo la separazione stessa. Queste ultime due fasi sono particolarmente a rischio per il coinvolgimento dei figli da parte del padre/partner violento, il quale può utilizzare i bambini come strumento per reiterare i maltrattamenti sulla madre e per continuare a controllarla. Inoltre in queste fasi aumenta il rischio di escalation della violenza e la possibilità di un esito letale (omicidio della madre, omicidi plurimi, omicidio-suicidio). Le dinamiche della violenza domestica interferiscono sulla relazione con i figli, alterando l’espressione delle funzioni genitoriali della madre e del padre maltrattante e i modelli di attaccamento. (CISMAI 2005)
Potete trovare qui il documento che parte dalla definizione di violenza assistita già assunta dal CISMAI, il Coordinamento Italiano dei Servizi Contro il Maltrattamento e l'Abuso dell'Infanzia ( 2005), indicando quindi i requisiti minimi degli interventi relativamente alle fasi della:
- rilevazione,
- protezione,
-valutazione,
-trattamento,
Anche in linea con quanto indicato dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, c.d. Convenzione di Istanbul, sottoscritta dall’Italia il 27 settembre 2012 e ratificata dal Parlamento con la legge n. 77/2013, entrata invigore il 1 agosto 2014.
Questa revisione enuclea i principali elementi su cui porre attenzione nell’impostazione degli interventi a favore dei bambini e delle bambine vittime di violenza assistita da maltrattamento sulle madri. Sono da includere quei casi, rari per l’incidenza, in cui il/la minorenne ha assistito direttamente o indirettamente all’omicidio della madre e/o di altri familiari o all’omicidio/suicidio da parte del padre. Sottolinea comunque la necessità della presa in carico anche delle altre tipologie di Violenza Assistita a danno dei/delle minorenni, in particolare della Violenza Assistita da abuso e maltrattamenti sui fratelli e sulle sorelle.


ARPA al Toscana Pride di Arezzo!


Anche per questo anno 2017 A.R.Pa. ha partecipato al Toscana Pride, perchè dove si parla di diritti noi ci saremo sempre!

Siamo orgogliose che anche le nostre istituzioni locali abbiano sfilato in nome della parità dei diritti per tutti e tutte.